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CONSIDERAZIONI SUL POST VOTO REGIONALE IN CAMPANIA, SALERNO E PROVINCIA.

Si sono appena concluse le elezioni regionali in Campania e, come era prevedibile, Vincenzo De Luca è stato riconfermato alla guida di Palazzo Santa Lucia per i prossimi 5 anni. Il dato plebiscitario con il quale l’ex sindaco di Salerno ha vinto questa competizione elettorale induce a alcune considerazioni.
La prima riguarda i partiti nazionali, quelli che a parole dicono di opporsi al “sistema” De Luca ma che, in realtà, non fanno altro che rafforzarlo per il tramite di una politica consociativa e finalizzata alla mera conservazione dei privilegi che derivano dallo svolgere il mandato di consigliere regionale. Noi meridionalisti abbiamo il dovere, pertanto, di creare la vera alternativa alla partitocrazia nazionale in Campania.
Che al centrodestra importasse poco di governare in Campania si era capito già dalla scelta del candidato da opporre a De Luca, quello Stefano Caldoro che ha perso già prima di iniziare la campagna elettorale. Se contro un uomo di indiscussa personalità, un combattente, un prepotente anteponi un uomo mite, riflessivo, che alla contrapposizione verbale dai toni forti preferisce la riflessione e l’eleganza verbale, allora hai scelto di perdere. Contro un leone devi schierare un leone, non c’è altra via se vuoi avere qualche possibilità.
La seconda considerazione, da Coordinatore provinciale di Salerno della CMI – Confederazione Movimenti Identitari e candidato alle elezioni regionali è che, a Salerno e provincia, c’è spazio di manovra politica, a patto che quanti si propongono come alternativa alla partitocrazia nazionale e ai suoi ascari abbiano la volontà e la capacità di organizzarsi in modo capillare sul territorio. Il risultato elettorale non esaltante, conseguito dal Terzo Polo, coalizione in cui CMI ha concorso, come era nelle attese, è frutto del poco tempo che abbiamo avuto a disposizione per organizzarci e radicarci sul territorio, un risultato che pone però le basi per organizzare il partito avendo individuato una Classe dirigente che può crescere e può far crescere CMI.
La provincia di Salerno è la più estesa d’Italia, comprende 159 comuni e, la sua grande eterogeneità, rende necessaria una organizzazione attenta, capillare, efficiente ed efficace per poter nel tempo intercettare i consensi necessari per consentire al nostro partito di entrare negli Enti e nelle istituzioni locali e tradurre in pratica il nostro programma politico, alternativo e in contrasto con quello dei partiti nazionali che tanto male hanno fatto e continuano a fare alle nostre Comunità e a tutto il Mezzogiorno d’Italia.
Il Cilento e il Vallo di Diano, gli Alburni, hanno esigenze diverse dall’Agro Nocerino Sarnese, sono realtà profondamente diverse fra loro, cosi come la piana del Sele è qualcosa di molto diverso dalla Valle dell’Irno, Salerno città richiede progetti di sviluppo finalmente coerenti con la propria vocazione che non è quella di attendere l’inverno per attrarre turisti. Per una città di mare è una contraddizione in termini.
Le sfide che ci attendono sono tante e ardue, dobbiamo saperlo, esserne consci, a chi non se la sente, a quanti credono che la politica sia solo partecipare a passerelle e manifestazioni, impazzare eclusivamente sui social, suggerisco di occuparsi di altro e di lasciar perdere, l’urna, che è come sempre il giudice più credibile nello stabilire la qualità del lavoro svolto in politica, non premierà mai questo tipo di approccio, soprattutto a quanti, come noi, si propongono come alternativa e, devono costruire l’alternativa.
Noi della CMI vogliamo essere protagonisti di un meridionalismo moderno non piagnone, propositivo – il referendum sulla Macroregione che entro sei mesi andremo a sottoporre ai cittadini campani rappresenta l’esempio più chiaro e concreto di questa inversione di tendenza – un meridionalismo aperto a collaborare con quanti siano capaci di capire, interpretare le vere esigenze della nostra terra e per il tramite di nuova classe politica trasformarle in proposte politiche.
Da queste considerazioni, passano il riscatto e il futuro della provincia di Salerno, della regione Campania e nel medio luogo termine, del Mezzogiorno d’Italia.
Giovanni DE LAUSO
Coordinatore provinciale di Salerno CMI

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