Home PoliticaRIFIUTI TOSSICI NEL VALLO DI DIANO, IL SILENZIO ASSORDANTE DELLA POLITICA TERRITORIALE.

RIFIUTI TOSSICI NEL VALLO DI DIANO, IL SILENZIO ASSORDANTE DELLA POLITICA TERRITORIALE.

Si continua a discutere in merito alla inchiesta giornalistica del Quotidiano del Sud, nella quale si è tracciato un quadro a dir poco inquietante per quanto attiene lo stato di inquinamento del territorio del Vallo di Diano.Ne parliamo con Giovanni De Lauso, Coordinatore Provinciale di Salerno del CMI– Confederazione Movimenti Identitari, il nuovo partito di ispirazione meridionalista che, dalle colonne del nostro giornale, è già intervenuto sulla questione qualche giorno fa.

D.  Che idea si è fatto dell’intera vicenda?

R. Aldilà della mera cronaca, il racconto degli eventi e dei contenuti che hanno caratterizzato la vicenda soprattutto nelle ultime tre settimane, l’aspetto che più mi fa riflettere e, deve far riflettere, soprattutto i cittadini del Vallo di Diano, è ancora una volta, l’assordante silenzio della politica e delle istituzioni locali intorno a una questione delicata e importante che investe un aspetto fondamentale della vita di una comunità, della vita di un territorio, la salute pubblica. 

D. Può spiegarsi meglio?

R. Se la politica è interessarsi dei problemi della gente, come io credo e come sento dire da più parti, soprattutto in prossimità e solo durante tornate elettorali, il diritto alla salute, sancito anche dalla Costituzione italiana (art.32), la salvaguardia del territorio che si dice, badi bene, si dice di amministrare deve essere in cima all’impegno di ogni Amministratore, anche perchè poi dalla qualità dell’acqua, dell’aria e del sottosuolo che saremo in grado di tutelare e preservare dipendono di conseguenza in modo detrminante anche lo sviluppo o il regresso economico e sociale dello stesso. Penso, in proposito, che gli amministratori locali e i partiti a cui afferiscono non abbiano riservato, per usare un eufemismo, la giusta attenzione a questa vicenda del bovino di dieci mesi morto per tumore, cosi come, più nel particolare al gravissimo problema degli sversamenti illeciti nel Vallo di Diano, fenomeno che esiste ed insite sul nostro comprensorio da decenni e per il quale, altro particolare non marginale, nessuno mai ha conosciuto le patrie galere. Tutto questo è preoccupante e davvero poco comprensibile. Anche ai tempi del processo Chernobyl, conclusosi come tutti sanno con un nulla di fatto, alcuni comuni del Vallo di Diano, furono invitati a bonificare i territori di competenza, cosa mai fatta. Questo non vuol dire, secondo me, amministrare e adoperarsi per il bene delle Comunità

D.  Il quadro che sta tracciando della politica locale è di un qualcosa di inutile e fine a se stesso.

R. Esattamente. Non è un caso che a questo territorio siano stati sottratti servizi importanti senza che la politica locale, nel suo complesso, la partitocrazia locale abbia mai saputo in nessun caso evitarlo. I partiti e i suoi protagonisti valdianesi si accendono solo ed esclusivamente, con toni anche aspri, sempre e solo in occasione di rinnovi di Consigli di Amministrazione o di Organi gestionali di Enti sovracomunali, mai per argomenti importanti come la salvaguardia del territorio e la tutela della salute della gente. Abbiamo assistito a qualcosa di veramente incredibile. Due Enti Pubblici, nella fattispecie, l’Istituto Tumori Pascale di Napoli che afferma per il tramite del prof. Marfella il quale, avendo anlizzato il bovino di 10 mesi morto per tumore al polmone dice che la situazione è preoccupante e l’ASL Salerno che afferma che non esitono prove scientifiche tali da giustificare le preoccupazioni del prof. Marfella. Nessun amministratore territoriale a qualsiasi livello si sia chiesto o si sia adoperato per vederci chiaro, per verificare chi abbia ragione fra le due versioni, nell’interesse della gente. E’ una classe politica, come le dicevo, nella sua stragrande maggioranza, inutile e fine a se stessa per l’appunto.

D. Cosa propone?

R. Sono un dirigente di un partito meridionalista e identitario e, pertanto, la tutela, la salvaguardia, la promozione delle identità di un territorio rappresentano naturale argomento di impegno politico.  A tal proposito invito i Sindaci a rifare i carotaggi nei territori del Vallo di Diano ritenuti più a rischio, quelli riportati per essere precisi nel Piano Regionale di Bonifica, aggiornato a dicembre 2019 e adottato con deliberazione di Giunta Regionale n. 685 del 30/12/ 2019 (BURC n. 3 del 13/01/2019) al fine di valutare il reale stato delle cose. Sono sette i Comuni valdianesi segnalati dalla regione e in in attesa di indagine. Sono siti potenzialmente inquinati, per i quali il Comune territorialmente competente ha l’obbligo di svolgere le verifiche. Abbiamo diritto di sapere dove viviamo e cosa potrà riservare il futuro ai nostri figli. Se è stato gia fatto comunichino i risultati ai cittadini, se come penso non è stato fatto, lo facciano al piu presto o provvederemo noi per fare in modo che i Comuni adempiano a quanto richiesto dalla Regione Campania. Vogliamo verificare, inoltre, perchè il registro tumori provinciale di Salerno non viene aggiornato da circa 10 anni. Capire il numero e la natura delle neoplasie aggiornati che causano tanti decessi diventa necessario, fondamentale anche per meglio monitorare e combattere il fenomeno e la qualità della vita su Salerno e provincia. Ritengo, in conclusione che anche i cittadini del Vallo debbano assumere un ruolo più attivo e non solo subire in modo piu’ o meno rassegnato gli eventi. Stiamo preparando in proposito, insieme a una importante associazione di tutela ambientale, un progetto che spero possa essere presentato il 22 Marzo nel corso di un convegno che si terrà nel Vallo di Diano organizzato da un associazione di donne, mamme coraggiose che ringrazio pubblicamente, mamme che hanno deciso di fare quello che non ha mai fatto la politica. Battersi per la tutela del territorio, per il futuro dei nostri figli, per dare ancora una flebile speranza al Vallo di Diano.

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