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VALLO DI DIANO, LA NUOVA TERRA DEI FUOCHI.

Diventa necessario chiedersi come si coniuga l’alta incidenza di tumori con un area come il Vallo di Diano che non è caratterizzata da presenze di industrie e da grandi agenti inquinanti” Con queste parole, il coordinatore provinciale di Salerno della CMI (Confederazione Movimenti Identitari), il nuovo partito di ispirazione meridionalista, Giovanni De Lauso, interviene sui contenuti riportati da un reportage pubblicato dal Quotidiano del Sud a firma del giornalista Angelo Mastrandrea. “Non è più tollerabile – continua De Lauso – che gentaglia senza scrupoli, senza morale, con  la collaborazione di persone del territorio continuano a sversare e a interrare rifiuti altamente tossici da decenni,profittando impunemente e a scapito della salute della gente. Ci sono tante cose incomprensibili e che sfuggono ad una logica delle cose. In primo luogo, la più importante, è rappresentata dal fatto che non si capisce come sia possibile che questo fenomeno insiste ed esiste sul nostro territorio da decenni e che nessuno abbia mai conosciuto le patrie galere, è davvero incredibile e lascia basiti. Lo Stato deve riappropriarsi e riprendere il controllo del territorio per tanto, troppo tempo lasciato in mano a criminali impuniti e senza scrupoli.Questo è un fenomeno che va combattuto seriamente come sistema territoriale e non come singoli. Bisogna mobilitarsi tutti, Istituzioni locali, molto ipocrite e che non hanno mai recepito il problema nella sua grande drammaticità,cittadini, associazioni, partiti e non solo i singoli come il dottor Rocco Panetta che ringrazio personalmente. E’ solo per merito della sua professionalità e agli esami fatti fare su un bovino di dieci mesi morto di tumore si è avuta l’ulteriore conferma che il Vallo di Diano è stato per decenni una pattumiera di rifiuti tossici del Nord. Siamo diventati la nuova terra dei fuochi nell’indifferenza di tutti. Anche gli organi di informazione devono e possono fare di più, assumere un ruolo più attivo. Oggi l’informazione ricopre una funzione di primo piano nel riportare e far conoscere le problematiche e per la loro comprensione. Se non si comprendono i fenomeni diventa poi anche difficile coinvolgere, discutere e individuare soluzioni adeguate. A me non pare che le testate locali nel loro complesso, abbiano dato il risalto che la problematica meritava. E’ un sistema che deve essere combattuto e rigettato da tutto il territorio, un processo nuovo in cui anche i cittadini devono assumere un ruolo molto più attivo e non limitarsi al solo piangersi addosso, in modo più o meno rassegnato. Noi stiamo preparando una proposta che presenteremo nei prossimi mesi, una proposta importante e concreta finalizzata ad un migliore controllo e salvaguardia del territorio in relazione a questo fenomeno.”

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